domenica 27 dicembre 2009

Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana / Carlo Emilio Gadda


Incipit:
Tutti oramai lo chiamavano
don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi. Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po' tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d'Italia, aveva un'aria un po' assonnata, un'andatura greve e dinoccolata, un fare un po' tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d'olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana. Una certa praticaccia del mondo detto "latino", benché giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne ..."


Un romanzo che richiede una seconda lettura per superare alcuni ostacoli, ma la fatica è ben ripagata. Ci sono dei passi entusiasmanti e delle acrobazie linguistiche che fanno scattare l'applauso, almeno il mio.
Perché leggerlo? Perché è un classico della letteratura italiana ed i classici bisogna leggerli: sono libri più densi degli altri, arricchiti da anni e anni di letture e di interpretazioni, di analisi critiche. Il tempo è poco per cui bisogna scegliere ciò che vale di più e cogliere i fiori più profumati.
La storia e coinvolgente ed i personaggi sono vivi. La lettura mi ha messo davanti una Roma poco trafficata, non rumorosa, un po' polverosa, con tanta campagna intorno ancora vergine. Una Roma plebea, popolare e impiegatizia. Ma anche piena di colori nei mercati e nella folla. Quando un libro ti porta a vivere in un mondo diverso, insieme con i suoi personaggi, ha raggiunto un grande risultato.
E poi c'è il linguaggio, spesso difficile, talvolta incomprensibile, ma che rappresenta pur tuttavia una sfida da superare per entrare in una dimensione nuova. Ci sono descrizioni e brani che suscitano sorpresa, meraviglia, stupore anche per la grande capacità di Gadda di presentarci con ironia situazioni e personaggi. Questo romanzo è una festa di fuochi artificiali.



I personaggi:


Gli inquilini di Via Merulana 219

- Liliana Valdarena Balducci, la vittima, moglie di
- Remo Balducci
- la signora Menecacci (Menegazzi), vittima del furto dei gioielli
- Commendator Angeloni, funzionario coinvolto nelle indagini sul furto alla Menegazzi
- Lulù, la cagnina pechinese che sparisce dopo il delitto
- Manuela Petacchioni, la pettoruta portiera di Via Merulana

Le forze dell'ordine
- Francesco Ingravallo, detto Don Ciccio
- il dottor Fumi, capo napoletano di Don Ciccio
- Gaudenzio Deviti, detto "er Biondone", agente in borghese
- Pompeo Porchettini, detto "lo Sgranfia", agente in borghese
Carabinieri di Marino
- Fabrizio Santarella, maresciallo
- Pestalozzi, brigadiere
- Cucullo, carabiniere
Nipoti e domestiche dei Balducci

- Gina, una delle innumerevoli "nipoti" di Liliana, come
- Assunta (Tina) Crocchiapani e come
- Virginia Troddu e come
- Ines Cionini, arrestata peri prostituzione
I sospetti

- Giuliano Valdarena, il bel cugino di Liliana, sospettato dell'assassinio
- Enea Metalli, detto Iginio, l'autore delle rapina alla Menegazzi
- Diomede Lanciani, ex fidanzato di Ines Cionini
- Ascanio Lanciani, fratello di Diomede, ha fatto il palo durante il furto
- Camilla Mattonari, nasconde nel pitale la refurtiva di Enea Metalli, cugina di
- Lavinia Mattonari
- Ines Cionini
Altri personaggi
- Don Lorenzo Corpi, il confessore di Liliana
- Zamira Pacori, gestisce la bettola lavanderia ai Due Santi,


La filosofia di Ingravallo

"Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo"

Il romanzo in sé è proprio uno "gnommero", un gomitolo nel quale si avvolgono, spesso in modo confuso, le storie e le azioni dei tanti personaggi. Non a caso, nel passo sopra riportato sembra che ci sia una opposizione tra "le causali" (nel senso di una ricerca razionale, causa-effetto) e il concetto di gomitolo, cioè un'idea di confuso groviglio, inestricabile e irrisolvibile, come sarà in fondo l'inchiesta di Ingravallo e, più in generale, come appare la vita e la realtà.

Pluralità di lessici:

- Verticale: da un livello aulico, con parole rare (rorida, redimita, colmino, ecc.) ad un livello plebeo
- Orizzontale (dialetti e lingue): espressioni straniere, voci gergali (romanesco, ma anche abruzzese, napoletano, veneto)
- Storico: calchi sul latino e sul greco (elicitare, laniare, scipione, clepsidra)
- Settoriale (linguaggi tecnici): esempio nelle descrizioni della ferrovia, del calesse.

Interessante la nota critica di Pasolini (1958, da Passione e ideologia)


La drammaticità ... consiste nell'urto violentissimo tra una realtà oggettiva (non si può immaginare nulla di più oggettivo di un romanzo poliziesco d'ambiente, com'è questo nello schema) e 'una realtà soggettiva (il narratore) incompatibili ideologicamente e stilisticamente tra loro.
Tale urto dell'io contro il mondo avviene intanto, concretamente, contro mille dati particolari: dall'esame stilistico della componente dialettale ci risulta infatti come l'Italia, e nella fattispecie Roma, si presentino a Gadda come una Babele, un coacervo di tre strati linguistici, che rappresentano tre culture a diversi livelli: il linguaggio letterario (cultura europea della poesia d'avanguardia), la koinè (cultura della -piccola borghesia prima fascista, poi democristiana), dialetto (cultura delle classi operaie, che qui sono meridionali, e quindi di tipo sottoproletario).
Ma a parte questi urti, diciamo, particolari, c'è un urto totale, assoluto, che risulta, come abbiamo visto, dalla incapacità tecnica di Gadda a fare (se non per «allusione») un racconto diretto, logico e storico. Quindi: in Gadda sussiste la certezza di una realtà oggettiva che può essere mimetizzata e rappresentata (secondo formula, per intenderci, verghiana): ma è una certezza sopravvivente dalla cultura positivistica e laica al cui lembo estremo Gadda (ch'è ingegnere) si è formato: a questa certezza si sovrappone una effettiva incertezza, il senso lirico della vanità e del nulla, di tipo religioso e stoico che appartiene alla cultura in cui Gadda per coazione e per reazione è vissuto e ha operato... Gadda dunque ci si presenta nel Pasticciaccio come esagitato e schiacciato tra due errori: il sopravvivente positivismo naturalistico di un liberale prefascista di destra, ed il coatto lirismo deformante di un antifascista limato e disgregato dall'impari lotta con lo stato.


Sdoppiamento
"Sono due le scale di via Merulana 219, due i fattacci e gli appartamenti interessati, due le indagini, due le storie – come ironicamente nota Gadda: quella scritta dalla polizia e quella scritta dai carabinieri –, due gli elenchi di gioielli, due i Lanciani, due le Mattonari, due i santi dell’affresco del Manieroni, due i San Benedetto del cap. 10 (Gadda 1997a). Due anche i mondi - romano e albano. Inoltre c'è anche uno sdoppiamento dei personaggi Assunta/Virginia.

Virginia/Assunta è l'assassina non rivelata dal romanzo, secondo l'interpretazione di Walter Pedullà. E' un delitto passionale in un rapporto serva/padrona, con sospetti di rapporti lesbici: indizi sono la gonna alzata di Liliana morta, la scena in cui Assunta viene rimproverata da Liliana per avere rovesciato gli spinaci sul tavolo, ecc.
Vedi Articolo si Pedullà: "Il Finale di Quer pasticciaccio..."

Piccolo glossario personale con alcuni ?
ossedenti: opprimenti, ossessionanti (obsidere=assediare)
casigliani: inquilini (romanesco)
quinconce: disposizione di 5 unità, come il 5 sulla faccia di un dado.
"Soltanto allora Ingravallo pensò alla sua cravatta verdolina (quella coi trifogliolini neri a quinconce)..."
laniere/o: falcone da caccia
"Don Ciccio, muto, rimase all'impiedi, verbali a tavolo, a tu per tu cor soggetto: come uno scuro laniero ad ali mezzo aperte, non anco artigliata la preda"
sardigna: a Firenze, luogo dove venivano buttate le carcasse di animali (carnaio), <>
"Ricerche alla sardigna" (ricerche della cagnetta Lulù, sparita dopo l'assassinio di Liliana)
stiffelius: giacca da uomo detta anche finanziera, prefettizia, redingote
"... Testa di Morto in stiffelius ... (riferimento al Duce)
bindolo (guindolo): macchina con ruote che aggirata da un cavallo serve ad attingere acqua. Fig.: uomo raggiratore, ingannatore (vedi anche: abbindolare)
"Lui sapeva puranche fare: ci aveva un bindolo, uno specchietto a rota, un suo modo così naturale e così strano al medesimo tempo ... che te le incantava con niente" (si parla del cugino Giuliano)
estuoso: caldo, caloroso, nfiammato, ardente (da aestus, estate)
"Si concedeva [sempre Giuliano] dopo lungo riluttare o dopo interminato anelare e basire della vittima, strascicandone l'estuoso abbandono o sfibrandone la indocilità..."
marana: palude
"da Porta Maggiore insino al Celio, insino all'antica marana, la suburra"
rancura (rancore): odio coperto, segreta cura, affanno, doglianza
"Esiste una drammatica regione d'ogni rancura, dalla milza e del cistifele drento il rodimento del fegato ..."
cinobalanico: da kinos (cane) e balanos (pene)
"orgasmo cinobalanico"
parletico: tremore
"vergine albana senza parletico" (si riferisce ad Assunta)
battima: battigia
"... di già si ritova con una preda su la battima, alla riviera della tenebra"
franchia: licenza (?)
"una carezza, o una benevola franchia"
sélleri: sedani (tedesco Sellerie)
"le belle serve tutte fronzute de sélleri e de spinaci"
callaraccio: calderone, pignattone, pentolone;
"... che ce voleva er callaraccio de Berzebù suo padrino..."
versiera: ?
ambage: giro di parole, ambguità
"l'avida ambage dello sguardo..."
sbratto, sbrattare: immondizia, toglier via, mondare, nettare
"sbratto del malocchio di dosso ai lattanti ..."
cércine: berrettino con piccole stecche piegate per proteggere i bambini
"di dosso ai lattanti col céercine"
strugnoccolo: bernoccolo
pentacolo: simbolo esoterico, amuleto
"Mazzi di carte sur tavolo, erinoli tarocchi astrologgichi: clepsidre, cabbale r lotto e pentacolo"
migragna: tirchieria
"Certi scarcagnati con addosso tutta la migragna dell'impero imminente"
strulloni: inaffidabili, grulli
"... strulloni in ozio"
prospero: fiammifero svedese
"chiedevano, riguardosamente, il suo prospero"
catorbia: carcere, gattabuia
"che anelavano sol questo, appena vederlo: esser travolti in catorbia da un suo sguardo"
demarrava: mollare gli ormeggi, mettersi in movimento
"Demarrava tra nuvoli di polvere" (in motocicletta)
ammencia: affloscia
sciavero: taglio di legna, anche ritaglio di pelle, ecc.
"la tarda ala si ammencia, come uno sciavero di tenebroso velluto"
marra: zappa
sarecchia: ?
"che già la marra o la sarecchia era ad opera ..."
marrucheti: ?
"spinosi marrucheti"
zanella: piccola fossa per dare scolo alle acque
"in ogni cunetta, come dicono loro, ogni zanella"
càntaro: tipo di vaso
"e in presenza d'un càntaro muto, incoperchiato in un angolo"
peptoncelli: ?
scioccaja: orecchini (?)
"du sciocccaja ... proprio come si fusse una signora"
stamigna: tela fatte di stame o di pelo di capra
"la misera stamigna"
giusquiamo: pianta erbacea, magica
pispillorio: bisbiglio
"un pispillorio! come je dicesse l'orazzione..."
alido: arido, secco
vepri e le stoppie: vedi Ariosto (Oralndo Furioso) e poi Pascoli
"or con sagaci cani i fagian folli
con strepito uscir fan di stoppir e vepri"
ruzziche: soldi (?)
"visto che prima nun ce l'aveva, le ruzziche"
canofiena: altalena
"me pare mi nonna su la canofiena"
capillotonica dialessi: da capillus e temno: che spacca il capello in più parti
parapatia: ?
"A concertare di paraptia subita in incontro, vespertino e casuale"
bruzzico: crepuscolo
"Levatosi a notte, disceso a bruzzico"
boffice: soffice, qui sedere
"che già gravava col boffice sul retrosella"
peperino: roccia magmatica
"muraglia di peperino"
estampida: componimento ritmato dal battito dei dei piedi
"al ritmo trocaico d'una estampida..." (anche stampita)
sicinnide: danza dionisiaca
"la stampita si esasperava a sicinnide"
reobarbara ciarpa (?): forse sciarpa color rabarbaro
barbabucco: pianta (barba di becco)
"... annasato appena odor di barbabucco pel cielo"
obdurò: ?
"il severo milite, ciò va detto a sua lode, obdurò, si obdurò a essere o almeno a figurare il più legalmente-militarmente agnostico dei carabinieri..."
martinicca: strumento per frenare (qui il calesse)
"strizzando la martinicca"
scucchia: mento prominente
"al mentulare della scucchia"
stennarello: mattarello
sfoja: sfoglia
"una specie di stennarello p'allargà la sfoja"
novali: terreni appena dissodati
"sul verde fradicio delle novali"
algolagnico: sadico/masochistico
ebefrenico: affetto da schizofrenia giovanile
filacciche: sfilacci di tessuto
"sbrendoli con appendici di filacciche"
paino: bellimbusto
"je l'avrà dato er su' paino"
scipione: qui è il bastone con la bandiera per fare segnalazioni al treno
"scipione dalla doppia pelle"
pituita: membrana che avvolge le fosse nasali, qui fiuto
"Ma la pituita ria del segugio"
locupleti: forniti di ricchezza
"... che in una loro quasi trasparenza striata arridevano locupleti, come per pagliuzze d'oro che vi fossero intercluse al diacciare (ghiacciare)"
flimt: selce, quarzo
tafàno di Ravello: ?
economista del Dindo: salvadanaio
icore: secrezione fetida
"quell'icore putre"
grangia:?
lemniscata: tipo di ellissi
"dove all'ellisse della orbitazione newtoniana si fosse sostituita la lemniscata"
scrana: brutta, shifosa, tecca: (taccola) piccola, scarsa
"tanto se' scrana, brutta vipera ... e troppo tecca sei"
serpa: sedile della carrozza
"postiglione in serpa"
mocco, mocco: mogio, mogio
"stava lì mocco mocco"
automedonte: il cocchiere di Achille
"del quale automedonte potrebbesi anche dire che attende (una chiamata, un ordine) se gentil ronfare non lo portasse omai alla deriva"
peptone: usato per preparare il brodo
"vaso del peptone"
carache: probabilmente un gioco di carte (tipo "testa o croce")


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