venerdì 16 aprile 2021

Marcovaldo / Italo Calvino



Marcovaldo ovvero Le stagioni in città / Italo Calvino ; presentazione dell'autore. - Milano : A. Mondadori, 1993. - XLVII, 134 p. ; 19 cm.


Incipit:

Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
   Un giorno, sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.

Link:

it.wikipedia.org/wiki/Marcovaldo

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Audiolibro

domenica 28 marzo 2021

Il cavaliere inesistente / Italo Calvino

Il cavaliere inesistente / Italo Calvino ; presentazione dell'autore ; con uno scritto di Paolo Milano. - Mondadori, 2016 (Oscar moderni ; 53). - XLV, 124 p. ; 20 cm.

Incipit

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l’esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po’ coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Non è detto che qualcuno in quell’immobile fila di cavalieri già non avesse perso i sensi o non si fosse assopito, ma l’armatura li reggeva impettiti in sella tutti a un modo. D’un tratto, tre squilli di tromba: le piume dei cimieri sussultarono nell’aria ferma come a uno sbuffo di vento, e tacque subito quella specie di mugghio marino che s’era sentito fin qui, ed era, si vede, un russare di guerrieri incupito dalle gole metalliche degli elmi. Finalmente ecco, lo scorsero che avanzava laggiù in fondo, Carlomagno, su un cavallo che pareva più grande del naturale, con la barba sul petto, le mani sul pomo della sella. Regna e guerreggia, guerreggia e regna, dài e dài, pareva un po’ invecchiato, dall’ultima volta che l’avevano visto quei guerrieri.


Link:

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eleggo.net


sabato 13 marzo 2021

Cosa resta della notte / Ersi Sotiropoulos


Cosa resta della notte / Ersi Sotiropoulos ; traduzione di Andrea Di Gregorio. - Milano : Nottetempo, 2019. - 307 p. ; 21 cm.

Abstract: Nel giugno 1897 il giovane poeta Costantino Kavafis trascorre tre giorni a Parigi al termine di un lungo viaggio in Europa, prima del ritorno ad Alessandria. Giunto a un punto di rottura della sua vita e a un momento decisivo nel suo percorso creativo, si aggira pieno di inquietudine e di eccitazione tra le luci e le ombre della città, perseguitato da fantasmi erotici e da un senso di profondo turbamento che investe con forza questo viaggio di esplorazione interiore, alla ricerca di sé e del senso piú profondo della sua ispirazione poetica. Intanto la Grecia è uscita umiliata dalla guerra con la Turchia, la Francia è scossa dal caso Dreyfus e la ricca famiglia di Kavafis sperimenta il declino economico e sociale. Un ritratto indelebile del grande poeta alessandrino, un tuffo nei misteri che circondano il tormento creativo e nei meandri segreti dell'erotismo


Dicesti: «Andrò in un'altra terra, su un altro mare.
Ci sarà una città meglio di questa.
Ogni mio sforzo è una condanna scritta;
e il mio cuore è sepolto come un morto.
In questo marasma quanto durerà la mente?
Ovunque giro l'occhio, ovunque guardo
vedo le nere macerie della mia vita, qui
dove tanti anni ho trascorso, distrutto e rovinato».

Non troverai nuove terre, non troverai altri mari.
Ti verrà dietro la città. Per le stesse strade
girerai. Negli stessi quartieri invecchierai;
e in queste stesse case imbiancherai.
Finirai sempre in questa città. Verso altri luoghi – non sperare –
non c'è nave per te, non c'è altra via.
Come hai distrutto la tua vita qui
in questo cantuccio, nel mondo intero l'hai perduta.

Traduzione di Nicola Crocetti


Presentazione di Ersi Sotiropulos

Link

lanotadeltraduttore.it

www.cultweek.com

www.balcanicaucaso

www.minimaetmoralia.it


martedì 16 febbraio 2021

La nuvola di smog ; La formica argentina / Italo Calvino


La nuvola di smog ; La formica argentina / Italo Calvino. - Milano : A. Mondadori, 1990 ( I libri di Italo Calvino). - 122 p. ; 21 cm.

Incipit (La nuvola di smog)

Era un periodo che non m’importava niente di niente, quando venni a stabilirmi in questa città. Stabilirmi non è la parola giusta. Di stabilità non avevo alcun desiderio; volevo che intorno a me tutto restasse fluido provvisorio, e solo così mi pareva di salvare una mia stabilità interiore, che però non avrei saputo spiegare in che cosa consistesse. Perciò, quando, attraverso una catena di raccomandazioni, mi fu offerto un posto di redattore del periodico «La Purificazione», venni qui a cercare alloggio.
Per uno appena sbarcato dal treno, si sa, la città è tutta una stazione: gira gira e si ritrova in vie sempre più squallide, tra rimesse, magazzini di spedizionieri, caffè col banco di zinco, camion che gli soffiano in faccia getti puzzolenti, e cambia continuamente di mano la valigia, si sente le mani gonfie, sudice, la biancheria appiccicata addosso, il nervoso, e tutto quello che vede è nervoso, frantumato. La camera ammobiliata che faceva per me la trovai proprio in una di queste vie; agli stipiti del portone c’erano due grappoli di cartelli, pezzi di scatole da scarpe appesi a spaghi, con l’avviso delle camere da affittare scritto a rozzi caratteri e le marche da bollo in un angolo. Io che ogni tanto mi fermavo per cambiare di mano la valigia, vidi i cartelli ed entrai. In ogni scala, a ogni piano di quel casamento c’era un paio di affittacamere; suonai al primo piano della scala C.
Era una camera qualsiasi, un po’ buia perché dava nel cortile per una porta-finestra, e ci s’entrava di lì, per un ballatoio dalla ringhiera rugginosa, così restava indiopendente dal resto dell’alloggio, ma prima si doveva passare per un seguito di cancelletti chiusi a chiave; la padrona, signorina Margariti, era sorda, e temeva giustamente i ladri. Non c’era bagno; il gabinetto era sul ballatoio, in un casotto di legno; in camera c’era un lavabo con l’acqua corrente, senza impianto d’acqua calda. Ma insomma, cosa andavo cercando? L’affitto mi conveniva, anzi era l’unico possibile, perché di più non potevo spendere e non avrei trovato a meno; e poi doveva esser tutto provvisorio e volevo che questo apparisse chiaro anche a me stesso.

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libriamoci


Incipit (La formica argentina)

“Seguii le file delle formiche giù per il tronco, e m’accorsi che quel brulicare silenzioso e quasi invisibile continuava per terra, in tutte le direzioni, tra l’erbaccia. Pensavo: come potremo mia cacciare le formiche di casa? Su questo appezzamento di terra – che ieri m’era sembrato tanto piccolo, ma ora guardandolo in rapporto alle formiche m’appariva grandissimo, – si stendeva un velo ininterrotto di quegli insetti, scaturiti certo da migliaia di formicai sotterranei, e nutriti dalla natura appiccicosa e mielosa del suolo e della bassa vegetazione; e dovunque guardassi – per quanto a una prima occhiata non m’apparisse nulla, e già ne provassi sollievo -, poi aguzzando lo sguardo scorgevo una formica avvicinarsi e scoprivo che faceva parte d’un lungo corteo e che s’incrociava con altre, spesso reggendo briciole o frammenti di materia minuscoli ma pur sempre più grossi di loro, e in certi punti, dove – pensavo – s’era aggrumato qualche succo di pianta o qualche resto animale, c’era una corona di formiche assiepate, quasi saldate assieme come l’escara di una piccola ferita”.


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sabato 6 febbraio 2021

La speculazione edilizia / Italo Calvino

 


La speculazione edilizia / Italo Calvino. - Torino : Einaudi, 1973. - 138 p. ; 20 cm.

Incipit: 

Alzare gli occhi dal libro (leggeva sempre, in treno) e ritrovare pezzo per pezzo il paesaggio - il muro, il fico, la noria, le canne, la scogliera - le cose viste da sempre di cui soltanto ora, per esserne stato lontano, s'accorgeva: questo era il modo in cui tutte le volte che vi tornava, Quinto riprendeva contatto col suo paese, la Riviera. Ma siccome da anni durava questa storia, della sua lontananza, e dei suoi ritorni sporadici, che gusto c'era? Sapeva già tutto a memoria: eppure, continuava a cercare di fare nuove scoperte, così di scappata, un occhio sul libro l'altro fuori dal finestrino, ed era ormai soltanto una verifica di osservazioni, sempre le stesse.
Però ogni volta c'era qualcosa che gli interrompeva il piacere di quest'esercizio e lo faceva tornare alle righe del libro, un fastidio che non sapeva bene neanche lui. Erano le case.




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giovedì 7 gennaio 2021

La forza del mito : la Rivoluzione russa e il miraggio del socialismo / Marcello Flores


La forza del mito : la Rivoluzione russa e il miraggio del socialismo / Marcello Flores. - Milano : Feltrinelli, 2017 (Storie). - 236 p. ; 22 cm

Un libro che apre gli occhi, ammesso che non l'abbiamo ancora fatto, a tanti di noi che a quel mito hanno creduto, più o meno a lungo. In particolare vorrei segnalare questo passo:

"In maggioranza i giovani che stanno costruendo il proprio mito generazionale - il Sessantotto - condannano l'invasione sovietica [della Cecoslovacchia] ma tengono a rimarcare una distanza ancora più grande da Dubcek e i revisionisti cecoslovacchi; e molti preferiscono allinearsi con i comunicati di Mao e di Castro, per i quali la fermezza nel condannare e reprimere i controrivoluzionari rappresenta uno dei capisaldi del socialismo. L'uscita "da destra" del socialismo sovietico, e cioè l'introduzione di un po' di democrazia e di libertà non sembra interessare quando in tutto il mondo si assiste ad una spinta rivoluzionaria, e si perde l'occasione di ripensare cosa possa essere il "vero" socialismo. Jan Palach, lungi dall'essere considerato un eroe, se non da pochi, viene lasciato alla celebrazione anticomunista dei giovani fascisti. Molto presto, in realtà, a prevalere sono i modelli del socialismo del passato -da quello di Stalin, rivalutato dal movimento studentesco di Milano a quello di Trockij e dei suoi eredi della IV internazionale - mentre per il presente domina il fascino del comunismo cinese e del catechismo di Mao riprodotto in migliaia di esemplari come "libretto rosso." 

E' questa la domanda che, da tempo mi faccio come ex sessantottino che in quel mito è cresciuto, anche se so che è quasi impossibile rispondere:

perché abbiamo raccolto le vecchie bandiere del leninismo e le nuove pessime bandiere del maoismo, anziché trovare una via nuova e originale, creativa e democratica, progressista e riformatrice? Possibile che non ci fosse qualcosa di diverso dalle mummie di Lenin e Stalin, che orientasse le nostre speranze e il nostro desiderio di costruire una società più giusta, che stava alla base dei nostri pensieri?

Da giovani siamo più attratti dalle avventure, dalle figure che ci sembrano forti e decise, molto poco dalla "prosa" della democrazia. Forse abbiamo fatto letture sbagliate: sui crimini del "socialismo" sovietico si sapeva tutto. Non lo so. So solo che questa esperienza è servita, almeno per me, ad essere più cauto nei riguardi dei miti e di chi grida più forte.

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corriere.it/cultura

ilriformista.it/

Presentazione www.youtube.com



lunedì 28 dicembre 2020

Il barone rampante / Italo Calvino


Il barone rampante / Italo Calvino ; presentazione dell'autore ; con uno scritto di Cesare Cases. - Milano : Mondadori, 2017 (Oscar moderni ; 54). - XLIX, 253 p. ; 20 cm.

Incipit:

Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d’andare a desinare a metà del pomeriggio. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: – Ho detto che non voglio e non voglio! – e respinse il piatto di lumache. Mai s’era vista disubbidienza più grave.


Link

it.wikipedia.org

Schede dei capitoli

Analisi del testo

Video Luigi Gaudio

Lettura del testo di Peppe Servillo

venerdì 18 dicembre 2020

Bullet park / John Cheever


Bullet park / John Cheever ; traduzione di Vanni De Simone. - Milano : Feltrinelli, 2020 (Universale economica feltrinelli). - 232 p. ; 21 cm.


Abstract: Eliot Nailles e Paul Hammer: due uomini, due archetipi prigionieri della cabala del loro cognome (nail e hammer sono, in inglese, rispettivamente chiodo e martello). Uno è un marito innamorato e un padre affettuoso, l'altro un bastardo psicotico, perduto in un mondo che non sa che farsene di tipi come lui. Il palcoscenico del loro dramma magnetico e irresistibile è il sobborgo di Bullet Park (altro nome simbolico da bullet, proiettile) che ospita un'ossessione – quella di Hammer per il sacrificio di una vittima predestinata – e allo stesso tempo è la culla di quella media borghesia, americana ma non solo, che Cheever ha ritratto come nessun altro. Un immaginario di grande potenza metaforica, un romanzo compatto, feroce, comico e straziante da uno dei massimi maestri della narrativa americana del Novecento.



Resti di vite precedenti

La vernice scrostata sui muri o gli oggetti abbandonati dai proprietari precedenti sembrano vivi e pregnanti come gli abiti e le carte che si selezionano dopo una morte in famiglia.

Casa di riposo

"Lo so", disse il direttore, “ma la maggior parte dei parenti degli ospiti della casa ha piacere di vederli con un bell’aspetto. Io li chiamo tutti ‘i miei bambolini’,” aggiunse con un accento genuino di tenerezza. “Sembrano esseri umani veri, ma di fatto non lo sono.” Cupo, Nailles si chiese se il direttore avesse giocato sul serio con delle bambole. Come aveva fatto a inventarsi quel paragone, altrimenti? “Li vestiamo, e li svestiamo, e gli facciamo fare i capelli, parliamo con loro anche se non capiscono. Per questo li chiamo i miei bambolini.”

Alcolismo

Be’, per me era la stessa cosa, solo che io non pensavo a Dio, pensavo solo a bere. Ci pensavo appena alzato dal letto, e poi ci pensavo per tutto il giorno, e poi ogni sera mi coricavo bello che fatto. Le bevute erano diventate per me una specie di Dio, cioè, erano dappertutto come Dio. Le nuvole mi facevano venire in mente il bere, la pioggia mi faceva venire in mente il bere, le stelle mi facevano venire in mente il bere. Prima, quando ancora non bevevo, sognavo le donne ma dopo non ho fatto altro che sognare di bere. Nel senso che i sogni dovrebbero nascere dal profondo, dal sesso, cioè, ma per me nascevano dall’idea di bere. Così sognavo di tenere un bicchiere in una mano e una bottiglia nell’altra, e poi sognavo di versarne un po’ nel bicchiere, e poi me lo scolavo e poi provavo una sensazione grandiosa tipo cominciare una vita diversa. E sognavo il bourbon e lo scotch e il gin e la vodka. Però non ho mai fatto sogni con il rum. Non mi è mai piaciuto. E così me ne stavo lì a bere e a guardare cartoni animati alla televisione, e mi pareva come di scivolare giù da un albero della cuccagna, e scivolavo e scivolavo ed era proprio bello e rilassante. E la mattina mi alzavo sottosopra e con la tremarella e subito mi rimettevo a pensare a bere.”

Dolore e invidia

E dopo aver provato l’ossessione del dolore, ora doveva provare la volgare invidia di un uomo che sente la propria fortuna giunta al capolinea. Perché, tra tutti i ragazzi di Bullet Park, perché proprio a Tony erano toccate in sorte le sofferenze di un male misterioso e incurabile? E non era una domanda che poneva egli a se stesso, ma una che il mondo, così come lui lo scorgeva, gli parava inesorabilmente innanzi dalla mattina alla sera. Risa allegre e spensierate sul marciapiede della stazione lo inducevano a riflessioni rabbiose e amare sul perché i figli dei suoi amici fossero liberi di camminare e correre all’aperto, mentre il proprio giaceva in reclusione. Poi, a pranzo con amici che immancabilmente si mettevano a parlare dei successi dei loro figlioli, si sentiva talmente sconvolto da stati d’animo di dubbioso sconforto, da parere come fisicamente estraniato dal gruppo con cui si trovava in quel momento. Alla vista di un giovane sconosciuto che correva per la strada, avrebbe voluto mettersi a urlare: “Fermati, fermati, fermati. Anche il mio Tony una volta era forte e veloce come te!”. Già gran sostenitore di un certo suo modello di vita, si era ritrovato coinvolto in storie di eversione, spionaggio e vendetta.

Libri per bambini

Il segreto per restare sempre giovani è leggere libri per bambini. Ti metti a leggere i libri per bambini e resti sempre giovane. Invece se ti metti a leggere romanzi, filosofie e robe del genere diventi vecchio subito.

La famiglia come "ditta"

Non erano semplicemente George ed Helen Ridley ma “I Ridley”, e si aveva la sensazione che si fossero regolarmente costituiti sotto forma di società commerciale e che vendessero al dettaglio azioni della loro esistenza. I RIDLEY si leggeva sulla portiera della loro station wagon, e anche all’inizio del vialetto che portava all’ingresso di casa c’era una targhetta con su scritto I RIDLEY. In casa, bustine di fiammiferi, centrini e tovaglioli, tutto aveva impresso il logo rappresentato dal loro nome. Quando mostravano a un ospite i loro bei bambini, avevano i modi di fare di concessionari che stessero illustrando in un autosalone le qualità di una qualche automobile appena prodotta. L’efficienza della loro organizzazione matrimoniale non pareva essere mai stata sfiorata dalla libidine, dalle afflizioni, dalle eccitazioni e dagli spregevoli affanni comuni a qualsiasi ménage di coppia, ed era come se in giro si avvertisse l’esistenza di filiali e collaboratori sempre all’opera. 

"Tifo di luogo"

Un esempio di tifo di un luogo è che mi metto a ripetere che vorrei trovarmi in una casa al mare, e poi penso a una certa ora del giorno e al tempo atmosferico che vorrei che ci fosse. Così dico che sono in una casa al mare alle quattro del pomeriggio mentre sta piovendo. Poi dico che sono seduto su una specie di sedia, una con lo schienale a stecche e un libro in mano. E dico che sto aspettando la mia ragazza che amo e che era andata a fare una commissione e che adesso sta tornando e ripeto questa cosa in continuazione.

Nudismo 

Era una spiaggia bellissima, me la ricordo come se fosse oggi. Solitamente associamo la nudità a concetti come “giudizio” oppure “eternità”, per cui sulle spiagge, dove ci si spoglia quasi completamente, si creano scenari da Giudizio Universale. Fermi lì sul bagnasciuga sembriamo, del tutto innocentemente, essere stati catapultati in un vortice morale fuori del tempo.

Bere

Quella donna era, da quel che vedevo, uno di quei bevitori seri che sono soliti preparare i loro arnesi così come un dentista prepara i propri ferri per un’estrazione. Sistemò ordinatamente sul tavolo accanto alla sedia bicchieri, secchiello del ghiaccio e caraffa dell’acqua, oltre che un pacchetto di sigarette, un portacenere e un accendino. Poi, con tutti questi oggetti a portata di mano, si sedette sulla sedia e io le versai da bere.

“Cin cin,” fece.

“Salute,” dissi io.


Link

finanzaelambrusco.it




martedì 8 dicembre 2020

Studio del Medio Oriente Antico


1. Alle origini della politica : la formazione e la crescita dello Stato in Siro-Mesopotamia / Giorgio Buccellati ; prefazione di Marta Cartabia. - Milano : Jaca book, 2013. - XXVIII, 354 p. : ill. ; 23 cm.

Fa parte di: Il paese delle quattro rive : Corpus mesopotamico / Giorgio Buccellati

Link interssanti: 


Interessante descrizione di come nasce lo Stato.



Antico Oriente : storia, società, economia / Mario Liverani. - Roma [etc.] : GLF editori Laterza, 1999 (Manuali Laterza 17) - X, 1031 p. : ill. ; 21 cm.

Link interessanti:

















I Sumeri : 26 illustrazioni fuori testo e 6 disegni nel testo / Helmut Uhlig. - 
Milano : Garzanti, 1979 (Storia della civiltà). - 282 p., [8] c. di tav. : ill. ; 19 cm.


















Uruk la prima città / Mario Liverani. - 
Roma ; Bari : GLF editori Laterza, 1998 (Storia antica ; 16). - VII, 137 p. : ill. ; 18 cm.

Link interessanti:













L'antica Mesopotamia : ritratto di una civiltà scomparsa / A. Leo Oppenheim ; edizione a cura di Erica Reiner ; traduzione di Lucio Milano. - 
Roma : Newton Compton, 1980 (Paperbacks civiltà scomparse ; 51). - 349 p., [8] c. di tav. : ill. ; 19 cm.
















3: Le civiltà mesopotamiche / [Mario Liverani]. - Milano : Corriere della sera, [2004]. - XVI, 761, [24] c. di tav. : ill. ; 22 cm. - In Storia universale, 3
















Gli Ittiti / Kurt Bittel. - 
Milano : Rizzoli, 1977 (Il mondo della figura ). - 336 p., [1] c. geogr. ripieg. : ill. ; 28 cm.


















Babilonia : centro dell'universo / Giovanni Pettinato. - 
Milano : Rusconi Libri, 1994 (Storia ; 4). - 311 p. : ill. ; 21 cm.


















Assiria : la preistoria dell'imperialismo / Mario Liverani. - 
Bari ; Roma : Laterza, 2017 (Cultura storica). - XVIII, 384 p. : ill. ; 24 cm.

















  

Gli Assiri : storia di una civiltà / Davide Nadali. - Roma : Carocci, 2018 (Studi superiori ; 1113). - 174 p. : ill. ; 22 cm.















I babilonesi / Michael Jursa. - Bologna : Il mulino, 2007 (Universale paperbacks Il mulino ; 520). - 142 p. : ill. ; 21 cm.